EQUA RIPARAZIONE – LEGGE 210 – SENTENZE

FEBBRAIO 2018

LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e
bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. (17G00222)

a) all’articolo 27-bis, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di liquidazione di importi per soggetti danneggiati da trasfusione con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie, le parole: « entro il 31 dicembre 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 31 dicembre 2018 ».

 

GIUGNO 2017

DAL SITO DI “EX”, CHE RINGRAZIAMO, PUBBLICHIAMO UNA NOTA INFORMATIVA DELL’AVV. CALANDRINO, DEL FORO DI BOLOGNA SU EQUA RIPARAZIONE, LEGGE 210/92 E LE SENTENZE.

 

Procedura art. 27 bis legge 114/2014
(la c.d. “equa riparazione” dei 100 mila euro)
La situazione ad aprile 2017 è questa: lettere inviate 6380, accettazioni pervenute 4865, posizioni liquidate 2206.
Può essere utile fare un confronto con la situazione al luglio 2016: lettere inviate 2263, accettazioni 1623, posizioni liquidate 1282.
In circa 8 mesi il Ministero della Salute ha quindi inviato oltre 4000 lettere, ha ricevuto oltre 3000 accettazioni, ma ha pagato solo 924 posizioni.
Ricordo che, in base alla legge, la procedura deve concludersi entro il 31 dicembre 2017: la speranza quindi è che nei prossimi mesi il Ministero si concentri sui pagamenti…
Inoltre insistiamo per un’elargizione di tale ristoro economico che sia la più inclusiva possibile, affinché esso venga riconosciuto anche agli eredi iure proprio, anche a coloro a cui è stata riconosciuta l’ascrivibilità tabellare dopo il gennaio 2010, anche a chi aveva causa pendente a gennaio 2010 ma non dal 1° gennaio 2008, insomma a tutte le situazioni che nella sostanza rientrano nella ratio di tale procedura e che solo in una logica formalistica si potrebbero escludere; facciamo affidamento sul fatto che complessivamente dovrebbero essere non più di 300 posizioni (fra le quali gli eredi iure proprio, cioè il caso più “eclatante” e assurdo, sono un numero minimo, probabilmente meno di 10).
Indennizzo legge 210/92
Chi riceve l’indennizzo dal Ministero dell’Economia ha ricevuto gli “arretrati” della rivalutazione, ma nei limiti della prescrizione decennale (mentre la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo aveva stabilito che la rivalutazione fosse dovuta sin dall’inizio, da quando cioè ciascuno percepisce l’indennizzo).
Coloro che vengono pagati dalle regioni italiane, invece, stanno ricevendo gli arretrati della rivalutazione in quest’ultimo periodo, ma … non tutti.
Ci sono infatti alcune regioni (per esempio, per quanto a mia conoscenza, la Toscana e la Calabria) che non hanno corrisposto nulla a coloro che avevano ottenuto una sentenza contro il Ministero della Salute, sull’assunto che in tali casi deve essere il Ministero a pagare.
Quindi ci sono persone che non hanno ancora ottenuto nulla di arretrati della rivalutazione perché in possesso di una sentenza favorevole contro il Ministero della Salute (che non paga), sentenza che è presa a giustificazione da parte di alcune regioni per non pagare nulla: è una situazione assurda.
Inoltre molte regioni hanno pagato solo degli “acconti” e quindi la questione è tutt’altro che risolta.
Non a caso la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo a inizio 2017 ha chiesto aggiornamenti, sia al Governo italiano, sia a noi legali dei beneficiari, per poi fare il punto della situazione.

Sentenze
Esiste infine un ormai cronico problema: circa 6000 sentenze in materia di rivalutazione indennizzo, riconoscimento indennizzo e risarcimento, passate in giudicato e quindi definitive, che il Ministero della Salute non ottempera.
Costringendo noi legali ad agire avanti i tribunali amministrativi regionali (TAR) affinché il Ministero venga “costretto” ad eseguire quanto stabilito nelle singole sentenze.
Parliamo di sentenze che risalgono anche al 2013, se non prima.
In un Paese che vuole essere uno Stato di diritto è necessario che il Governo sia il primo a rispettare le leggi e le decisioni giudiziarie che lo riguardano: da tempo chiediamo un piano straordinario che consenta al Ministero della Salute di “smaltire” l’arretrato di sentenze accumulatosi in questi ultimi anni.
 
Avv. Marco Calandrino
del Foro di Bologna

 


FEBBRAIO 2016

La Corte europa dei diritti dell’uomo di Strasburgo (CEDU), ha pubblicato il 14 gennaio 2016, la tanto attesa sentenza sui ricorsi contro lo Stato Italiano, presentati da circa 900 soggetti (fra cui alcuni emofilici piemontesi) danneggiati da sangue ed emoderivati infetti.

 

Leggendo gli interventi pubblicati in diversi siti, da alcuni degli avvocati,che in questi anni, hanno difeso gli interessi dei danneggiati, che nel lontano 2008 aderirono alla “illusoria” transazione ex legge n. 244/2007, possiamo trarre qualche amara conclusione.

 

Innanzitutto, La CEDU ha definito la somma di  100.000 euro, prevista dall’articolo 27 bis del decreto legge n. 90/2014, convertito in legge 114/ 2014 come “non trascurabile”…..

 

Inoltre la CEDU ha considerato la durata del processo transattivo (iniziato nel 2008) come “ non eccessivamente lungo”……

 

In definitiva, la CEDU ha avallato la linea del Governo Italiano, che con la cosidetta “equa riparazione” ha inteso chiudere l’annosa questione delle cause intentate dai danneggiati da sangue infetto.

 

Forse siamo arrivati alla fine del triste percorso della “seconda transazione”, che in origine doveva essere “analoga e coerente” con la transazione del 2003, ma che ha invece creato un’evidente disparita fra chi era stato giustamente risarcito con importi fra i 380.000 e i 600.000 euro e chi invece si vedrà riconoscere 100.000 euro solo se aderirà alla cosidetta “equa riparazione”.

 

Invitiamo chi è coinvolto in questa vicenda, a confrontarsi con il proprio legale per avere ulteriori chiarimenti circa la sentenza della CEDU.

 

Ecco alcuni links in cui si commenta la recente sentenza.

 

Dal sito dell’ Avvocato Cappellaro

 

Dal sito di Famiglia Cristiana

 

Dal sito Questione Giustizia

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Cari Amici,

vi informiamo che il 29 luglio 2015, una delegazione di Fedemo si è incontrata con funzionari del Ministero della Salute.

si è discusso delle questioni Transazione/Equa riparazione/Rivalutazione indennizzo ex Legge 210.

E’ possibile visionare il resoconto dell’incontro al seguente link:

http://fedemo.it/report-incontro-con-ministero-della-salute/

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Novembre 2014

il Sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo in un incontro che si è tenuto presso l’auditorium della sede del Ministero con le associazioni dei danneggiati da trasfusione con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti e da vaccinazioni obbligatorie.

il Sottosegretario De Filippo – ha dichiarato che il governo riconosce il dovuto sostegno a quanti hanno patito danni, valutando la situazione che si è determinata non con il metro della formalità ma con quello della giustizia sostanziale. Chi oggi vive una situazione di disagio, insomma, va comunque risarcito secondo equità e diritto ma senza badare a date, tempi legali o possibili cavilli.

L’Amministrazione ha ribadito l’offerta contenuta nell’articolo 27 bis del decreto legge 90/2014 poi convertito nella legge 114 dell’8 agosto (100.000/20.000 euro) e manifestato la volontà di avviare immediatamente le procedure per la liquidazione delle somme in favore di alcune categorie di danneggiati (cat. 1-5 L. 210/92) tramite l’invio immediato della documentazione necessaria; le ulteriori categorie (cat. 6-8 L. 210/92) saranno invece destinatarie della missiva a partire dal 2015; la liquidazione per tutte le categorie avverrà, in ogni caso, entro il 2017;a parità di danno si darà precedenza ai redditi inferiori (indice ISEE).

Nel 2014 è stata prevista una copertura finanziaria per 1.000 posizioni; dal 2015, per 1.835 posizioni per ciascun anno successivo, sino ad esaurimento degli aventi diritto.

Chi fosse interessato, contatti i propri avvocati per avere ulteriori chiarimenti.